Tornare bambini al Museo dei Giocattoli

PuppenA pochi minuti a piedi dalla Chiesa di San Lorenzo e dall’ Hauptmarkt si trova il Museo del Giocattolo, lo Spielzeugmuseum. Norimberga e la Franconia in genere hanno una lunga tradizione di produzione di giocattoli per bambini (e non) e questo museo raccoglie al suo interno testimonianze dello sviluppo di questa storia.

 

 

 

 

 


La visita, possibile da soli o con l'ausilio di un'audioguida, riesce già dalla prima stanza a far riaffiorare il bambino o la bambina, anche nell'adulto più serio ed è proprio qui che il visitatore riesce ad avere una prima introduzione alla secolare tradizione. Alcuni esempi di giocattoli, da epoche e a soggetti differenti, popolano la sala: bambole, soldatini, castelli e macchinine; costruiti in materiali che vanno dagli antichissimi esemplari medioevali in osso, ai più moderni in legno o latta, fino alla cartapesta, ancora più recente, ed alla plastica.


Ma si è ancora solo all'inizio ed è salendo al piano superiore che entriamo nel vivo del museo. E’qui che ci troviamo davanti a veri e propri manufatti di valore storico ed artistico elevatissimo. Se questo è il regno dei bambini, anche l'influenza dei grandi aleggia sulla sala. La mentalità dell'epoca, a distanza di decenni o secoli, non abbandona i giocattoli e così ci troviamo davanti a raffinatissime ed elaboratissime piccole cucine, stanze per il bucato in miniatura e bambole da accudire come figli per le ragazze.

Per i giovani ometti invece soldatini rappresentanti i più vari schieramenti, dai guerrieri medievali ai soldati delle guerre moderne, ma non manca però anche un singolare pezzo raffigurante un piccolo tabernacolo per quei bambini dalle inclinazioni più spirituali o che la famiglia voleva indirizzare ad una carriera ecclesiastica.

Sempre rimanendo al secondo piano entreremo poi nel mondo delle bambole: un'intera sala dedicata a questo intramontabile giocattolo ed ai vari ambienti e case dove "vivevano". Notiamo che i manufatti più antichi sono quelli che rappresentano donne adulte, mentre sono i più recenti “bambolotti” a raffigurare i bambini. Questo è dovuto ad una tendenza particolare per la quale, solo agli inizi del 1900, le bambole cominciarono a raffigurare bambini/e rimanendo soggetto maggioritario, nel periodo precedente, la raffigurazione di un adulto. Nella strada che ci porta verso i giorni di oggi si abbandona la sala delle bambole per arrivare in quella antistante, dedicata principalmente alle produzioni della famosa casa costruttrice Lehmann. Marchio di fabbrica di questa azienda è stato per molto tempo l'uso (da loro introdotto) della latta per fare giocattoli di vario tipo: treni, macchine, autobus. La ditta, nel corso della sua storia, è riuscita, per un lungo periodo, a rimanere al passo con i tempi immettendo velocemente sul mercato riproduzioni in miniatura di veicoli esistenti ed appena immessi sulla scena pubblica. I treni giocattolo , in particolare, rappresentano il fiore all'occhiello della produzione con pezzi molto pregiati e particolareggiati.


Superata anche questa stanza si è pronti a salire al terzo piano del museo. Cavalli di legno, veicoli a pedali per bambini e carrozzine giocattolo affiancano i visitatori che arrivano infine all'interno di sale dove, oltre ai giocattoli ammiriamo, anche la storia di questi. L'audioguida spiega, infatti, la nascita della moderna produzione industriale di giocattoli di cui Norimberga è diventata cuore pulsante e ci accompagna in un piano in cui gli oggetti esposti si avvicinano sempre più ai nostri giorni. Il giocattolo che troneggia su tutti è una gigantesca raffigurazione di una stazione ferroviaria la cui lunghezza e larghezza sono misurabili nell'ordine di metri. Tutta la rappresentazione consta di centinaia di pezzi, dalle semplici rotaie ai vagoni ferroviari, agli edifici della stazione e dei depositi.
Per concludere la visita bisogna però salire all'ultimo piano ed è qui che vediamo come alcuni giocattoli non si siano mai staccati dalla mentalità corrente: soldatini modellati sul soldato della Wehrmacht riportano la mente alla tragedia nazista ed alla seconda guerra mondiale, mentre la comparsa delle barbie e della loro controparte sovietica ricordano il contesto della guerra fredda e la divisione che ha spaccato la Germania fino al 1990.

Ma questa è anche la sala dove compaiono giocattoli non del tutto estranei anche ai ventenni o trentenni di oggi: i primi giochi elettronici, i primi game-boy fanno la loro comparsa e chiudono l'esposizione museale. Una saletta all'ultimo piano è designata per il gioco, i bambini possono tranquillamente divertirsi al suo interno e gli adulti possono magari abbandonarsi anch'essi, per qualche momento, a questa intramontabile pratica.

Norimberga, 24.10.2017 Copyright Mattia Spadoni