Norimberga, capitale ideologica del III Reich

KongresshalleAl seguito della Prima Guerra Mondiale, la Germania è distrutta ed indebitata. Il cosidetto Diktat di Versailles provoca una grande discordia, rinforzando così la coscienza nazionale tedesca.

La Repubblica di Weimar cerca di affermare la sua legittimità in un contesto di tensioni sociali, che arrivano al loro culmine dopo la crisi del 29. Così, il partito nazionalsocialista guadagna sempre più elettori e sembra incarnare la salvezza, l'unità nazionale e la forza. Inizialmente partito del popolo e dei lavoratari, saprà perfino superare i clivaggi sociali ed allargarsi a tutte le sfere della società. Nel 1933 Hitler vince alle urne, i impersona l'unanimità tedesca ed arriva al potere legalmente. Una volta nominato cancelliere, la storia della Germania è ormai segnata. La situazione è ribaltata ed il nazismo s'impone come norma.

Già nel 1933 Hitler scelse Norimberga come luogo di svolgimento dei congressi nazisti.  Questa scelta fu motivata da ragioni geografiche e storiche. La città, facilmente accessibile, rappresentava un punto nodale strategico. Ma fu soprattutto la grandezza passata di Norimberga con i ricordi del Sacro Romano Impero che furono decisivi. Hitler voleva ridare alla città il suo splendore medievale e ricreare un decoro impressionante e maestoso che doveva intimorire chiunque lo vedesse. Dal 1935  Norimberga sarà realmente il cuore incontestato del Reich in quanto proprio qui verranno promulgate le leggi razziali.

Per costruire il gigantesco Reichsparteigelände, dove si svolserò dal 1933 al 1938 i raduni annuali del partito o Reichsparteitagen, Hitler si rivolse all'architetto Albert Speer. Dal congresso della Vittoria a quello della Grande Germania, passando per quello della Volontà, queste enormi manifestazioni erano uno strumento della propaganda nazista. Ogni evento serviva ad esaltare il prestigio del partito e, tra discorsi, sfilate e competizioni sportive, nulla era lasciato al caso. Tutto era messo in atto per affascinare, incantare e spaventare.

Tutto ciò contribuì a produrre una forma di ammirazione verso i nazisti e soprattutto un vero e proprio culto della personalità del Führer. E questo fenomeno fu più che alimentato da iniziative di tutti i tipi. Per darne solo un esempio, vi consiglio di guardare "Der Triumph des Willens" di Leni Riefenstahl, incaricata dal partito stesso di girare un film destinato a mostrarne la grandezza.

 

Fabiana Natale

05/07/2017